La Medicina omeopatica è una “medicina non convenzionale”.
Da decenni l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) supporta l’inclusione delle “pratiche alternative” nei sistemi nazionali attinenti la salute e, allo stato attuale, si calcola che circa 500 milioni di pazienti si curino con l’Omeopatia.

In Italia, il Consiglio della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCEO) ha approvato nel maggio 2002 un documento che definisce l’Omeopatia “atto medico”. Per la stesura di questo documento sono state considerate anche le indicazioni della Risoluzione n° 75/97 del Parlamento Europeo e della Risoluzione n°1206 /99 del Consiglio d’Europa.

 

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Inoltre, la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni, le Province autonome di Trento e Bolzano ha sancito, nel febbraio 2013, l’Accordo “concernente i criteri e le modalità per la certificazione di qualità della formazione e dell’esercizio dell’agopuntura, della fitoterapia e dell’omeopatia da parte dei medici chirurghi, degli odontoiatri, dei medici veterinari e dei farmacisti. Ha individuato così i requisiti, uniformi sul territorio nazionale, dei percorsi idonei a qualificare i medici che esercitano l’Omeopatia: i medici che non abbiano conseguito determinati titoli dopo la laurea non si possono definire “Omeopati”.
Presso gli Ordini dei Medici esistono appositi elenchi degli Esperti in Omeopatia, oltre che in Agopuntura e in Fitoterapia.
Tutto ciò ha lo scopo di tutelare la libertà di scelta dei cittadini e quella di cura del medico e dell’odontoiatra. La scelta della terapia, da attuare da parte del Medico o da chiedere da parte del Paziente, è fondata su un rapporto consensuale e informato, sul rispetto delle leggi dello Stato e dei principi della deontologia professionale.
In relazione alle differenti e specifiche facoltà, anche veterinari e farmacisti possono perfezionarsi in Omeopatia, ma il farmacista non ha le medesime competenze del medico nell’effettuazione di una visita omeopatica.

Spesso si crede che l’Omeopatia possa essere esercitata da “naturopati” o da personale non qualificato: questo è assolutamente falso, in quanto, sulla base di quanto finora esposto, la pratica dell’Omeopatia in Italia è competenza esclusivamente medica. Come FIAMO, invitiamo i cittadini a non affidarsi e a segnalare immediatamente chiunque si presenti come Omeopata senza averne gli effettivi titoli professionali.

Il prodotto omeopatico, inoltre, è stato da poco riconosciuto in Italia come farmaco dall’AIFA, quindi non è più possibile parlare in modo generico di “preparato”.

La FIAMO, nel “Protocollo di Chianciano” del 2012, ha adottato per le sue scuole la struttura didattica e i programmi secondo gli standard definiti a livello internazionale dalla Liga Medicorum Homeopatica Internationalis (LIGA) e dall’European Committe for Homeopathy (ECH), che si inseriscono tra le maggiori autorità nel mondo per quanto riguarda la medicina omeopatica (“Standards formativi in Omeopatia in Italia, Liga Medicorum Homoepathica Internationalis – European Committe for Homeopathy, 2008”).
Inoltre, tutte le sue scuole si allineano ai requisiti previsti dall’Accordo Stato-Regioni citato del 07 febbraio 2013.

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Testo: dott. Vincenzo Falabella, Medico chirurgo, specialista in O.R.L. e Patologia cervico-facciale, specialista in Psichiatria, esperto in Omeopatia, Segretario nazionale FIAMO

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