L’Accordo Stato-Regioni del 07 febbraio 2013

by b.andreoli / lunedì, 22 gennaio 2018 / Published in Lezioni di Omeopatia, visitatori

Il 07 febbraio 2013 si è svolta la conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano per la regolamentazione, la formazione ed il relativo esercizio delle medicine “alternative” quali l’Omeopatia, la Fitoterapia e  l’Agopuntura.
Il titolo e: “Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano concernente i criteri e le modalità per la formazione ed il relativo esercizio dell’agopuntura, della fitoterapia e dell’omeopatia da parte dei medici chirurghi ed odontoiatri“.

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Il nuovo schema è nato dal bisogno di garantire ai cittadini un alto livello di sicurezza e di informazione riguardo le Medicine non Convenzionali, avendo come scopo la promozione, la tutela della salute, la cura e la prevenzione. Lo scopo è quello di offrire alla popolazione una più ampia libertà di scelta terapeutica, nonché di formare il personale Medico secondo criteri e requisiti ben precisi stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e uniformi sul territorio nazionale.
Tutti i medici che vorranno integrare le proprie competenze con quelle di Medicine non Convenzionali dovranno avere un’idonea formazione in Agopuntura, Fitoterapia e/o Omeopatia.

L’accordo è sancito da 10 articoli in cui si descrive nello specifico il campo di applicazione a garanzia del corretto esercizio della professione che prevede i soli medici come figure professionali formate per svolgere l’Agopuntura, la Fitoterapia e l’Omeopatia.
Le medicine non convenzionali sono considerate come sistemi di diagnosi, di cura  e di prevenzione in affiancamento alla medicina allopatica.

Le metodiche su cui si basano queste medicine complementari sono diagnostiche, cliniche e terapeutiche e si avvalgono di strumenti, conoscenze e studi legati all’equilibrio di uno stato di salute alterato, per cui “malato”.
L’Agopuntura si avvale di aghi metallici che vengono inseriti in ben determinate zone cutanee, la Fitoterapia utilizza l’effetto medicinale di alcune piante o di loro derivati ed estratti, infine l’Omeopatia, basandosi sulla “Legge di similitudine”, cura il malato con sostanze diluite e dinamizzate. Queste sostanze, se assunte da una persona sana, riproducono i sintomi caratterizzanti dello stato patologico riferito dal malato.

L’accordo indica quali sono i criteri della formazione, gli obiettivi didattici che ciascun corso professionale deve adottare e le metodologie formative, nonché le strutture destinate alla preparazione di nuovi professionisti: si tratta di associazioni, società scientifiche o enti pubblici e privati legalmente costituiti che hanno richiesto l’accreditamento alla propria Regione. Infine, rimanda a ciascun Ordine professionale il compito di stilare gli elenchi dei professionisti con idonee qualifiche, all’interno di cosiddette “Liste complementari” per le discipline (1) Agopuntura, (2) Fitoterapia e (3) Omeopatia (con sottogruppi Omeopatia, Omotossicologia e medicina Antroposofica).

Per concludere, un Omeopata è prima di tutto un Medico, il quale, secondo le direttive di questo Accordo Stato-Regioni, si forma dopo la laurea in un percorso di studi pluriennale e ufficialmente riconosciuto.

Anche altre figure sanitarie possono approfondire l’Omeopatia per cultura personale e professionale, ma non possono esercitarla in modo autonomo.
Per i Farmacisti sono previsti corsi di approfondimento specifici in materia di Omeopatia e anche loro, all’interno della struttura della Farmacia, possono consigliare farmaci omeopatici: le competenze sono però differenti, poiché in questo caso non è eseguita una “visita medica omeopatica”, e l’argomento verrà trattato nel dettaglio in un successivo Blog.

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Testo: dott.ssa Hilary Peruzzo, Ostetrica, studentessa di Omeopatia

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