Lezioni di MATERIA MEDICA – Nux Moschata

by admin / lunedì, 19 novembre 2018 / Published in Lezioni di Omeopatia, visitatori

ATTENZIONE: le informazioni fornite nel testo non si sostituiscono al parere di un Medico competente in materia di Omeopatia, non vogliono essere suggerimenti per una terapia “fai da te” ma utili spunti di riflessione rivolti a chi desideri approfondire l’argomento o avvicinarsi alla comprensione della Medicina Omeopatica.

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Natura: frutto della Myristica fragrans

Nome latino: Nux moschata o Myristica fragrans

Nome volgare: Noce moscata

Famiglia: Miristicacee

Distribuzione: Antille, Molucche e Sumatra

La preparazione omeopatica di Nux moschata si ottiene per triturazione della noce moscata, un seme avvolto da un tessuto laciniato, rosso e molto profumato detto “macis”, presente nel frutto dell’albero della noce moscata. Tale seme è di consistenza piuttosto dura, di colore grigio e venato in superficie. La noce moscata, per l’odore ed il sapore aromatico, ha trovato da lungo tempo un impiego nelle preparazioni culinarie; è stata anche utilizzata come medicinale in caso di malattie reumatiche e colera o come afrodisiaco. I principi attivi di questo seme sono i prodotti metabolici della miristicina e della elemicina, sostanze psicoattive aventi in dosi elevate importanti effetti tossici sull’organismo: l’ingestione orale dell’equivalente di due noci moscate grattugiate è in grado di provocare un quadro tossico dopo un tempo di latenza di 3-6 ore.

Il quadro tossico è caratterizzato da nausea, vomito, dolori addominali, dolori al torace, irrequietezza, agitazione, tremori, vampate di calore, tachicardia, ipertensione, secchezza della bocca, periodi di letargia spesso seguiti da delirio ed allucinazioni.

In ambito omeopatico la Nux moschata fu introdotta nella Materia Medica da Helbing, che la sperimentò nel 1833. Gli sperimentatori hanno messo in risalto la secchezza della cute e delle mucose, la mancanza di sudorazione, la sensibilità al freddo e la sonnolenza/ stato di torpore e letargia.

Il rimedio Nux Moschata è indicato nei casi acuti e cronici, nei bambini, nelle donne, negli anziani, nei soggetti dal temperamento isterico, labili di umore, inclini agli svenimenti e ad uno stato di torpore e sonnolenza invincibili.

La patogenesi di Nux Moschata si può osservare dopo shock psicologici o forti emozioni, dopo intossicazioni, nei bambini molto magri, durante la dentizione e durante la gravidanza.

Il quadro clinico è caratterizzato da secchezza della cute e delle mucose, sonnolenza invincibile, sensazione che la testa sia ingrandita, difficoltà nel tenere gli occhi aperti, secchezza oculare, bocca secca e mancanza di sete, sensazione di pienezza gastrica dopo essere stato contraddetto, diarrea notturna o stipsi, irregolarità mestruali, amenorrea, palpitazioni, lipotimie, tosse secca dopo aver bevuto e con il calore del letto, tosse catarrale dopo aver mangiato, asma su base isterica, raucedine camminando contro vento, dolori reumatici scatenati dall’umidità e dal freddo, convulsioni, mancanza di sudorazione, labilità del tono dell´umore, riso o pianto immotivati od alternati, torpore mentale e deficit mnemonici.

Principali indicazioni cliniche sono quindi le seguenti: sonnolenza, letargia, catalessia, isterismo, corea, crampi, convulsioni, epilessia, piccolo male con assenze, ictus, astenia, lipotimie, emorragie, anemia, rachitismo, disturbi della dentizione, verminosi, gravidanza isterica, asma su base isterica, come sempre anche in associazione a farmaci convenzionali.

Per una prescrizione omeopatica basata sui sintomi mentali del paziente, gli aspetti più caratteristici della sua personalità sono l’instabilità del tono dell´umore, gli eccessi di ilarità improvvisa e spesso immotivata, i disturbi dell´attenzione, della memoria, dello stato di coscienza e della motilità.

Il paziente Nux Moschata si aggrava principalmente con gli sforzi mentali, scrivendo, conversando, pensando ai suoi disturbi e camminando all´aria aperta. Può presentare disturbi mentali in gravidanza e dopo soppressione del mestruo. Si può ammalare per collera e vessazioni, per eccitamento di tipo emozionale, per spaventi, per shock psicologici, per delusioni sentimentali, per applicazione mentale.

Come modalità dei sintomi, in Nux Moschata troviamo la lateralità destra prevalente; a volte sinistra superiore e destra inferiore. Spesso i sintomi interessano un solo lato del corpo. L’aggravamento dei sintomi avviene spesso al mattino, verso mezzogiorno, con l’aria fredda, all’aria aperta, con le correnti d’aria, durante l’inverno e durante l’estate, con i cambiamenti di tempo, scoprendosi, con il decubito sul lato dolente. Il miglioramento dei sintomi invece avviene principalmente con il caldo, con l’aria calda, con il clima secco, con il calore del letto.

Antidoti di Nux Moschata: Camph.; Gels.; Laur.; Nux-v.; Op.; Valer.; Zin-c.

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Testo: Dott. Riccardo Cremascoli, Omeopata Unicista, MD-PhD Neurologia e Neurofisiologia, Esperto in medicina del sonno

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