Lezioni di MATERIA MEDICA – Capsicum Annuum

by b.andreoli / lunedì, 05 novembre 2018 / Published in Lezioni di Omeopatia, visitatori

ATTENZIONE: le informazioni fornite nel testo non si sostituiscono al parere di un Medico competente in materia di Omeopatia, non vogliono essere suggerimenti per una terapia “fai da te” ma utili spunti di riflessione rivolti a chi desideri approfondire l’argomento o avvicinarsi alla comprensione della Medicina Omeopatica.

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Il peperoncino, allegro e piccante, è un grande alleato per la nostra salute, e non solo in cucina come spezia e nei preparati fitoterapici.

Capsicum deriva dal latino capsa, scatola: il suo frutto ci ricorda infatti una scatoletta che racchiude i semi (forma che ha in comune con il suo parente, il peperone). È originario dell’America centromeridionale, dove veniva utilizzato come alimento e rimedio fin dai tempi remoti (noto in Messico già nel VII millennio a.C., cioè 9000 anni fa). Il frutto è ricco di vitamina C, che però viene degradata durante l’essiccazione; contiene vitamina P (antiemorragica e vasocostrittrice), vitamine del gruppo B, E, K; contiene la capsaicina e la rubefacina, le sostanze che lo rendono “piccante” e sono dotate di proprietà ipocoesterolemizzanti e antiaggreganti piastriniche. Viene utilizzato in fitoterapia per alleviare i dolori muscolari e articolari, per le dermatiti posterpetiche dolorose; come regolatore intestinale, per favorire la digestione e per limitare l’effetto putrefattivo dei cibi.

Il rimedio omeopatico si ottiene dalla tintura madre preparata dal frutto essiccato con i suoi semi. Pur non essendo tra quelli usati più di frequente e molto studiati, i cosiddetti “policresti”, è un importante rimedio omeopatico.

Simile per molti aspetti a Belladonna, è tra i più importanti rimedi delle gravi infiammazioni delle mucose ipersecernenti e sanguinanti; è utilizzato nelle situazioni di flogosi acuta accompagnata da ipertermia, cioè calore, irritabilità e ipersensibilità alla luce, al tocco, al rumore, al movimento.

In Omeopatia viene utilizzato come sintomatico per le infiammazioni delle mucose irritate ed urenti di tutto il tratto gastroenterico ed urinario, accompagnate da secrezione e tenesmo: dalla gastrite ed esofagite con reflusso alle emorroidi con bruciore anale, dal tenesmo rettale alle infiammazioni urogenitali.
Viene utilizzato anche per le otiti, le mastoiditi, le faringiti.

Tipico è l’aggravamento bevendo acqua fredda o con applicazioni fredde locali, mentre migliora col calore e mangiando: è utile anche nelle nevralgie faciali con dolore delle ossa dopo esposizione al freddo.
Il “biotipo” costituzionale classicamente descritto è pletorico, arrossato e congesto, con la faccia rossa, con piccoli vasi sanguigni rossi e dilatati soprattutto sul naso; indolente e pigro, non ama l’esercizio fisico ed è soggetto ad improvvisi cambiamenti di umore, dall’allegria alla collera o alla depressione.

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Testo: dott.ssa Monica Delucchi, Medico Chirurgo, Omeopata, Internista, docente presso Centro Studi La Ruota

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