La medicina moderna sta iniziando a dedicare grande attenzione all'intestino e all'apparato digerente in generale, anche se per il momento molti disturbi a carico di questo apparato vengono trattati in modo puramente sintomatico e spesso non efficace. Sintomi come stitichezza cronica o diarree, isolate o all'interno della cosiddetta sindrome dell'intestino irritabile, dolori addominali vaghi, coliche o spasmi vengono trattati in modo generico con antispastici al bisogno, antibiotici intestinali o "gastroprotettori".
Oggi sappiamo che queste terapie hanno un impatto importante sull'equilibrio del microambiente intestinale: gli antibiotici distruggono anche germi utili, gli antiacidi o gli inibitori di pompa protonica comunemente utilizzati da una larga fetta della popolazione provocano uno spostamento del pH all'interno dell'intestino che modifica la flora residente. Per questo motivo è opportuno che vengano prescritte solo se necessarie e non in modo massivo come sta accadendo oggi.
L'igiene di vita in questi casi è molto importante, diremmo fondamentale, ma l'utilizzo di una terapia omeopatica personalizzata può risolvere questi sintomi aspecifici e a volte molto invalidanti andando ad agire sulle cause profonde del disturbo (1).
Nello stesso modo, anche nelle malattie più gravi a carico dell'apparato digerente, quali colite ulcerosa o morbo di Crohn, l'omeopatia può essere un valido ausilio nell’affiancare le terapie convenzionali, nel ridurre gli effetti collaterali anche pesanti di cortisonici e immunosoppressori, e nel migliorare la reattività del paziente riequilibrando il suo sistema immunitario (2).
BIBLIOGRAFIA:
(1) Homeopathy. 2014 Jul;103(3):172-7.
(2) Inflamm Bowel Dis. 2005 Mar;11(3):287-95.