Il Parlamento UE ha recentemente adottato in via definitiva il nuovo regolamento relativo alle piante ottenute con le nuove tecniche genomiche (NGT).
Le NGT, note anche come tecniche di evoluzione assistita (TEA), sono strumenti biotecnologici che permettono di intervenire direttamente sul patrimonio genetico dei vegetali. Mentre negli OGM tradizionali si attua l’inserimento di materiale genetico da altre specie, le NGT introducono cambiamenti negli organismi aggiungendo, eliminando o riorganizzando sequenze di DNA direttamente nel genoma.
L’Agro-Omeopatia è una disciplina emergente che applica i principi omeopatici all’agricoltura, fondata su concetti sistemici e promuovendo la salute delle piante, del suolo e dell’intero ambiente agricolo.
Il motivo della loro autorizzazione risiede nel fatto che le modificazioni genetiche potrebbero essere ottenute anche mediante tecniche di selezione convenzionali, compresa la mutagenesi casuale. Questo aspetto secondo l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) giustifica l’approvazione del nuovo regolamento e non sembra particolarmente preoccupata da queste disposizioni e (come nel caso delle nanoplastiche i cui abbiamo parlato a proposito degli animali) si riserva di monitorare i presunti effetti nocivi.
Anche il Parlamento Europeo adotta atteggiamenti simili in tema agronomico. Per esempio, nonostante le promesse della Commissione Europea, l’esportazione dall’UE di pesticidi vietati perché dannosi per la salute e per l’ambiente è in forte crescita. La pratica illegale si fonda apparentemente su un deficit normativo: quando una sostanza viene bandita dalla UE perché pericolosa, le aziende restano libere di produrla ed esportarla verso Paesi terzi.
Il comportamento delle Autorità in tema di editing genetico sembra riprodurre questo modello, quello del monitoraggio e della moratoria, senza considerare gli aspetti precauzionali.
Come reazione a questa tendenza agronomica egemone che promuove e commercializza alimenti di basso valore qualitativo e dannosi per la salute, si sta sempre più sviluppando la necessità di far fronte a questo fenomeno dove il commercio selvaggio è dominante.
Come sappiamo l’Agro-Omeopatia è una disciplina emergente che applica i principi omeopatici all’agricoltura. Ne consegue che le piante e gli agrosistemi sono trattati in modo naturale e sostenibile, ovvero promuovendo la salute delle piante, del suolo e dell’intero ambiente agricolo. Questa impostazione ha origini sia occidentali che orientali e ha una base filosofica solida fondata su concetti sistemici.
Ma a che punto siamo dal punto di vista delle qualifiche professionali?
L’Agro-Omeopatia è in un momento di espansione soprattutto in America latina, ma anche in Europa e in Italia. Tuttavia le pratiche agro-omeopatiche sono ancora molto limitate e la necessità di consolidare alcuni principi prevede confronti e dibattiti che andrebbero promossi e realizzati. Oltre alla definizione stessa del campo di esistenza dell’Agro-Omeopatia, la letteratura offre più studi scientifici agronomici che basi teorico-pratiche sulle quali operare la cura omeopatica delle piante.
Vecchie e nuove professioni si possono profilare in questo ambito. Conosciamo Medici omeopati che si sono appassionati al tema agro-omeopatico e cercano di individuare il simillimum agricolo tra i rimedi omeopatici della Materia Medica classica; Agronomi convenzionali che ancora non approfondiscono la nuova materia, sebbene molte pubblicazioni ormai dimostrino la validità di questo metodo sistemico; mentre invece sempre più Coltivatori ne fanno richiesta, s’informano, sono interessati ai risparmi sui costi, e in alcune zone si stanno attivando corsi pratici a loro indirizzati.
Questi nuovi orizzonti in espansione e crescita offrono nuove opportunità professionali: ancora pochi sono gli Agronomi esperti in Omeopatia.
Se l’ECH si sta cimentando ancora sui significati e sui termini, la ragione è che la terminologia non possiede solo un valore lessicale, ma individua sostanzialmente un campo di esistenza. Per esempio, parlare di similitudine metabolica orienta la cura delle piante in un ambito delimitato alla analogia tra metabolismo della pianta e costituenti associati alla natura dei rimedi individuati.
Questo comporta una forma di separazione tra componente umana, animale, vegetale e forse minerale. Una separazione non tanto nel merito del concetto sistemico che viene rispettato o osservato ma in quello più riferibile alla dinamica della cura omeopatica.
Ma di questo parleremo una prossima volta.
Dr. Sergio Segantini