Studiando monografie di storia spagnola, ho sempre pensato, imbattendomi nel nome Isabella, che recasse in sé un auspicio di bellezza e splendore. È una variante del nome Elisabetta, rispetto al quale ha avuto più successo in Spagna a partire dal regno di Isabella d’Aragona (1247–1271) che portò questo nome nelle corti europee. Diventò un nome ancor più popolare con Isabella I di Castiglia (1355-1392), che ne fissò l’associazione con la grandezza dinastica e politica. Si trattò di una moda onomastica di corte e le grandi famiglie nobili imitavano la casa reale contribuendo alla diffusione. Tante volte ho immaginato i genitori di queste bambine che cercavano di imprimere la bellezza della vita in questo nome e tentavano di proteggerla nel suo significato autentico, perché come variante del nome Elisabetta, Isabella significa «giuramento di Dio».
Poi ho incontrato un racconto nei Quaderni del Dottor Pierre Schmidt, Omeopata svizzero, e sono rimasta colpita da questa regina Isabella un po’ sporchina, che non si cambiava la camicia e che se ne andava in giro con un guanto maleodorante. Non me lo aspettavo e non ho potuto non interrogarmi su quale fosse la sofferenza intima capace di esplodere in un eczema devastante e nauseabondo sulla sola mano sinistra di una donna potentissima, per la quale i genitori avevano immaginato un destino di bellezza e magnificenza. I testi dell’epoca, secondo lo stesso Schmidt, attribuivano l’eczema a una reazione a detergenti aggressivi, ma, aggiunge il nostro autore, non sembrava esservi in realtà causa «esterna». Del resto perché una regina avrebbe dovuto maneggiare simili sostanze e per di più solo con la mano sinistra?
La regina Isabella di cui parla Schmidt si chiamava propriamente Isabella II di Borbone o Isabella di Spagna e regnò dal 1833 al 1868. Con buona pace dei suoi genitori che nel nome ce l’avevano messa tutta, passò alla storia come la regina dei tristi destini, perché ebbe una vita travagliata politicamente, tanto che fu deposta dalla rivoluzione, e fu sfortunata anche nel privato, subendo dolorose perdite e vivendo aspri contrasti con i figli.
Ma veniamo al bel racconto di Pierre Schmidt nel Quaderno numero 15.
«Esiste un rimedio molto vecchio, che tutti noi conosciamo, che si trova al terzo grado nel Repertorio, il famoso rimedio della regina Isabella di Castiglia...
Voi tutti siete a conoscenza della guarigione della regina Isabella di Castiglia, della quale vi ho già parlato. Ma poiché alcuni di voi sono presenti per la prima volta, ve la racconterò nuovamente. Il rimedio è Graphites, la mina della matita! Perché proprio questo rimedio? Naturalmente per la stessa ragione per la quale l'oppio fa dormire, e perché le guarigioni migliori le otteniamo considerando proprio i sintomi del malato e non solo i sintomi diagnostici. Per prima cosa bisogna fare la diagnosi, pressappoco ciò che in un determinato periodo viene chiamata diagnosi, poiché tra dieci anni non verranno neppure presi in considerazione i nomi che oggi vengono dati alle malattie, e ne inventeranno degli altri! Comunque la diagnosi è importante, perché ogni medico deve sapere ciò che sta curando. È per questo motivo che noi omeopati preferiamo ciò che resta: la midriasi pupillare provocata da Belladonna, per esempio, resterà sempre una dilatazione della pupilla. Ma insisto nel dire che a noi interessa la diagnosi, che dobbiamo sempre cercare di stabilire. Un buon medico deve essere in grado di fare una buona diagnosi, deve fare tutte le ricerche di laboratorio, di radiologia, o altre ancora necessarie per conoscere la affezione del malato, in modo da poter stabilire una prognosi, dargli dei consigli circa l'igiene, isolarlo se affetto da una malattia infettiva, e stabilire un regime alimentare. La diagnosi permetterà inoltre di distinguere i sintomi patognomonici, e questo è molto importante, dato che le guarigioni migliori sono sempre basate su questi ultimi, cioè su quei sintomi che non hanno rapporti noti con la malattia. Tornando a Graphites, questo è il rimedio che presenta chiaramente la sensazione di ragnatela sul viso. Se questo strano sintomo si manifesta a destra oppure solamente a sinistra, bisognerà cercare nel Repertorio la lateralità e i rimedi corrispondenti. E Graphites è un rimedio a lateralità sinistra.
La famosa regina Isabella di Castiglia, come sapete, diede anche il nome a un colore (il color isabella grigio-giallastro) a causa di un voto che ella aveva fatto: non avrebbe più cambiato la camicia fintanto che la sua città fosse rimasta assediata. Fortunatamente, alcuni mesi dopo la città fu liberata ed ella poté finalmente cambiarsi. Fu così che il colore della sua camicia, diventato nel frattempo piuttosto giallastro, fu chiamato “isabella”.
La regina soffriva di un eczema alla mano sinistra, ciò che oggi verrebbe definita una neurodermatite: un eczema che è provocato da un fattore esterno, dal cemento, da alcuni detersivi o dal sapone, per esempio, tanto è vero che la neurodermatite si manifesta senza una precisa causa esterna. La regina aveva consultato diversi dermatologi famosi, di Roma, Parigi, Berlino, Vienna, e naturalmente di Madrid e di tutta la Spagna, ma inutilmente. Questi grandi specialisti avevano studiato la sua malattia, per loro molto semplice da diagnosticare, ma impossibile da guarire; infatti, di solito nel corso dei nostri studi ci vengono proposti corsi interessantissimi su questo argomento, ma quando si arriva alla terapeutica mancano completamente le indicazioni. Si rischia di camuffare questa manifestazione con l'uso di pomate, che provocano delle metastasi o delle sostituzioni morbose, e che provocano il sorgere di altri disturbi ancora più sgradevoli come per esempio insonnie croniche o ulcere allo stomaco, affezioni polmonari gravi ecc... Spesso la medicina non collega la prima affezione a quelle sorte poi in seguito, ma noi conosciamo molto bene queste reazioni, poiché con la ricomparsa dei sintomi sappiamo che talvolta, guarendo il malato, si riportano alla luce vecchie malattie.
Quindi, né pomate, né unguenti, nessun trattamento locale conosciuto a quell'epoca era riuscito a guarirla, ed ella ne soffriva molto. Inoltre, essendo adorata dal suo popolo, ogni anno a Pasqua, a Natale e in occasione delle grandi ricorrenze religiose, doveva porgere la sua mano e far baciare il suo anello regale, una magnifica ametista: questo eczema ripugnava i suoi fedeli, che tuttavia, per amore verso la regina non osavano dir nulla. Allora, si era fatta fare un guanto di pelle verde molto spesso, con un foro per far passare l'anello, poi l'aveva cosparso di lavanda affinché i suoi fedeli non sentissero l'odore dell'eczema. Ma, nonostante il passare del tempo, ella non guariva.
Un giorno, una delle sue cameriere le disse: “Conosco una persona che potrebbe guarirvi, dato che la medicina non ci è riuscita. È un sacerdote di nome Nunez, ma non è un medico!”. Quest'uomo, uno dei primi discepoli di Hahnemann in Spagna, ebbe un grande successo nel suo paese; era un bell'uomo, robusto, coi capelli bianchi, e assomigliava leggermente a Lacordaire. Egli conosceva a fondo la sua Materia Medica, poiché aveva già fatto degli esperimenti su molti malati e anche su se stesso. Dopo aver esaminato attentamente la mano della regina, capì subito che il rimedio che provocava questa eruzione gocciolante, con croste sanguinanti e fetide era Graphites.
Le somministrò perciò questo rimedio, ma non ricordo a quale diluizione, forse alla 30 CH, e nel giro di tre mesi riuscì a guarire completamente la regina. Ella gli fu talmente riconoscente, che gli disse: “Vorrei farle un regalo, mi chieda pure qualsiasi cosa lei solamente è stato capace di guarirmi e perciò desidero ricompensarla”. Nunez domandò allora il denaro necessario per poter costruire un ospedale omeopatico per i bambini, e fu così che sorse l'Hospital Homœopathique des Niños che esiste ancora oggi. Tuttavia, già a quell'epoca c'erano delle polemiche, e gli allopati andarono su tutte le furie quando videro che un ospedale omeopatico era stato costruito proprio nel centro di Madrid. Allora la regina decise di riunire il Consiglio dei Medici e disse loro: “Signori, voi siete dei medici, avete studiato, e tuttavia non siete stati in grado di guarirmi. Ma ecco che un uomo, che non ha fatto tutti gli studi che voi ritenete necessari, è riuscito a guarirmi. Di conseguenza, ritengo giusto conferirgli il titolo di medico, mentre voi non ne siete degni. Desidero che da oggi stesso egli abbia questo titolo.”.
Naturalmente ci fu una protesta generale, ma nessuno poté cambiare la decisione della regina, e Nunez fu nominato medico. Poi, la regina gli disse: “Ti sei dimostrato molto generoso e disinteressato, hai voluto qualcosa solo per gli altri, ma io desidero fare qualcosa per te!”. “No, assolutamente” replicò Nunez, “il privilegio e l'onore di avervi guarita è già per me una grande ricompensa.”. Allora, essendo dotata di fantasia come tutte le donne, ella volle fargli un regalo intelligente e utile: fece fare dal suo orefice una cassettina in oro, ornata di diamanti, topazi, smeraldi, rubini, e contenente delle boccette di vetro per i rimedi omeopatici. Nunez ne fu entusiasta, e quando i suoi pazienti lo vedevano arrivare con questo magnifico oggetto, erano già quasi guariti! E quando qualcuno ammirava la bellezza della sua cassettina, Nunez diceva con orgoglio: “Ma questo non è nulla, i veri diamanti sono le pilloline che guariscono e che meritano tutto il nostro rispetto; sono queste le vere pietre preziose!”. Fu così che Nunez riscosse una grande fama e favorì molto la divulgazione dell'omeopatia in Spagna grazie alle sue guarigioni spettacolari e obiettive.»
Isabella era, parole di Pierre Schmidt, dotata di fantasia come tutte le donne, ma noi, a quanto pare, non siamo da meno, perché le vicende storiche documentate hanno subito tante interpolazioni ed è difficile reperire informazioni nella storiografia su questa vicenda. Nessuna fonte parla della neurodermatite di Isabella II di Borbone, che era anche di Castiglia, come altre regine di nome Isabella che la precedettero, ma che fu la prima Isabella a regnare sulla Spagna riunificata. Come la fantasia, anche la curiosità è una caratteristica femminile e sono andata a caccia di ritratti. La maggior parte dei ritratti, intorno al 1850 e a seguire, sono con la mano sinistra poco visibile oppure è celata da un guanto, mentre la destra è libera. E comunque si tratta di ritratti, liberi di mentire senza ritocchi.
Altra notizia mendace è che Nunez non fosse un medico. L’ospedale di cui si parla è verosimilmente l’Instituto Homeopatico y Hospital de San Josè, la cui fondazione è da ricondurre alla Sociedad Hahnemanniana Matritense e la costruzione durò dal 1873 al 1877. Il promotore fu Josè Nunez Pernìa, primo presidente della Sociedad, considerato il fondatore dell’Omeopatia spagnola, molto stimato dalla regina, che lo aveva nominato marchese e fu lui a finanziare la maggior parte del progetto. Egli è sepolto nel giardino dell’ospedale, che nei decenni ha subito restauri, cambi di destinazione e varie vicende. Nunez si era laureato in Medicina a Valladolid nel 1828, quindi era medico e non sacerdote. Certo, in precedenza aveva intrapreso studi ecclesiastici, ma non li aveva completati. Si avvicinò presto all’Omeopatia e questo lo rese inviso alla stampa e all’opinione pubblica. Poi qualcosa a corte è verosimilmente accaduto, perché Nunez ricevette a un certo punto il titolo di “médico de camara” della regina Isabella II e questo non deve certo aver mancato di suscitare malcontento.
Tutto il resto, persino la camicia di Isabella indossata per mesi e di cui resta traccia discutibile nel colore isabella o isabelino, manca di fonti primarie che sono imprescindibili per uno storico e dunque sembrerebbe da ricondursi a una leggenda, alimentata dalla tradizione del racconto, dalla confusione e dai fraintendimenti che sorgono a ogni passaggio.
Pur come una fiaba, questa piccola storia resta affascinante e insegna quello che resta di più prezioso e realmente bello.
Dr.ssa Cecilia Gabrielli