I giovani medici nelle Medicine Tradizionali Complementari e Integrative

Foto della Scuola di Verona

Quella di diventare Omeopati è un’idea che per la maggior parte dei casi sembra manifestarsi in una certa maturità professionale, quando magari si è fatta un’esperienza deludente all’interno della Medicina ufficiale, con una visione meccanicistica e parcellizzante che perde la visione d’insieme di un individuo indivisibile. La propria professione si sente allora come un vestito stretto, non soddisfacente, che non completa quella esigenza di curare l’altro profondamente, anziché condannarlo all’assunzione di farmaci cronici al solo scopo di tamponare.

Forse l’idea non nasce nei giovani appena usciti dagli studi: un po’ perché presso le Università non si parla (nella migliore delle ipotesi) di opzioni alternative o parallele, un po’ perché appena affacciati al mondo del lavoro, i neolaureati non vedono l’ora di cominciare ad applicare quanto imparato, senza cercare o approfondire ulteriori studi.

L’EUROCAM ha provato a riunire i giovani che credono che l'integrazione della Medicina Tradizionale Complementare e Integrativa (TCIM) nell'assistenza sanitaria possa migliorare i risultati sia per le persone che per il pianeta.

In risposta ai crescenti sforzi dell'UE e della Regione Europea dell'OMS per coinvolgere i giovani nel plasmare il futuro dell'assistenza sanitaria, EUROCAM ha lanciato il suo Programma Delegati Giovanili e, nell'ambito di questa iniziativa, ha partecipato a un evento collaterale dell'OMS sulla leadership giovanile nella Medicina tradizionale.

Durante la sessione EURO RC75 dell'OMS dello scorso anno sulla salute e il benessere degli adolescenti, una delegata giovanile di EUROCAM ha pronunciato un discorso incisivo e molto apprezzato: "Siamo la generazione che vivrà con le conseguenze a lungo termine delle decisioni di oggi, quindi dobbiamo anche contribuire a plasmarle.".

Diventare Omeopati significa avere dentro di sé il germe di una sensibilità e di una visione sistemica della vita e del complesso indissolubile organismo-psiche-ambiente. Significa non accontentarsi di veder palliare o celare i sintomi, che sono solo un segnale di malesseri più profondi e radicati; non vedere solo una macchina a cui cambiare i pezzi guasti. Significa considerare il vivente (umano o animale, persino vegetale) un sistema complesso, che necessita di trattamenti individualizzati perché strettamente dipendenti dal soffrire personale, non fisico, non solo organico. Significa non fermarsi di fronte alle apparenze manifeste, ma approfondire il proprio sapere con studi e ricerche che vanno oltre l’organismo di struttura, oltre la molecola: guardarci dentro, senza pregiudizi, con occhio critico e mente aperta all’evidenza dell’esperienza clinica. Significa, infine, stupirsi delle guarigioni vere, intime e complete, prodigiose perché raggiunte con medicinali imponderali, infinitesimali, che hanno saputo toccare l’intimità intangibile di quella sofferenza.

Se da una parte i parametri scientifici presentano e pretendono un'interpretazione eccessivamente ristretta della Medicina Basata sull'Evidenza, ponendo un'enfasi assoluta sugli studi clinici randomizzati controllati, dall’altra va valorizzato il ruolo dell'esperienza clinica, dei valori del paziente, della ricerca osservazionale e dei dati del mondo reale nella valutazione di interventi sanitari complessi; non ultima, la necessità di considerare un nuovo modello di valutazione delle prove scientifiche, come il Modello circolare del Prof. H. Walach, anziché verticale o piramidale, che fornirebbe un aiuto significativo nell’innovazione dei sistemi clinici e sanitari, promuovendo una riforma sanitaria veramente basata sull’evidenza.

Non va dimenticata anche l'importanza di un'adeguata regolamentazione, formazione e monitoraggio della sicurezza per la TCIM, la quale è ampiamente scelta e preferita dai cittadini occidentali che ne esprimono un elevato livello di soddisfazione. Ciò include l'Omeopatia, tra le discipline più diffuse e praticate e ampiamente integrata nella pratica da Medici e Operatori sanitari qualificati, in Europa e nel mondo

Diventare Omeopati è una scelta profonda e impegnativa, di grande consapevolezza della propria professionalità, di come si vuole esercitare una Medicina di cura, di guarigione, di salute e non di malattia. Ogni giovane Medico deve saper ascoltare il proprio sentire e poter scegliere di dedicarsi a una formazione in Omeopatia qualificante, che non lo tradirà mai per tutta la sua pratica clinica.

 

Dr.ssa Renata Calieri

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