Il Congresso di Oncologia Integrata SIO-ARTOI: un’esperienza unica anche per l’Omeopatia

Dall’8 al 10 maggio u.s., Roma ha ospitato il 2° Congresso SIO-Europe 12° Congresso della Fondazione ARTOI: un evento di grande successo che ha attirato 418 partecipanti provenienti da 38 paesi, 173 relatori, 27 espositori, nonché numerosi e autorevoli rappresentanti istituzionali delle principali organizzazioni oncologiche italiane (AIOM, ISPRO, LILT) come pure del Parlamento italiano ed europeo. Tra questi ultimi, Dario Nardella, già sindaco di Firenze e attuale parlamentare PD a Bruxelles, che ha anche proposto di ospitare un evento simile proprio nella sede della UE.

Per la prima volta, sono stati accolti anche pazienti, infermieri e operatori sanitari.

Il livello dei workshop, dei poster e delle presentazioni orali è stato molto elevato ed è stato apprezzato da tutti i congressisti, così come la cena di gala, che si è tenuta in una location spettacolare: un antico parco romano del I secolo d.C. in pieno centro.

Mentre nel precedente Congresso della Society for Integrative Oncology (SIO-Europa) tenutosi a Oxford (21-22 giugno 2025) la Medicina Omeopatica era stata esclusa dai temi congressuali, questa volta invece è stata accolta in 4 sessioni e workshop che hanno registrato un'ampia partecipazione.

Nel workshop dedicato alle evidenze scientifiche, infatti, sono intervenuti alcuni tra gli autori degli studi più qualificati e significativi presenti in letteratura, tra cui: Moshe Frenkel, Michael Frass, J. L. Bagot, Holger Malchow. Si è spaziato quindi dalla ricerca di base agli studi randomizzati e osservazionali. Ampio risalto è stato dato anche al database FIAMO.

Il workshop promosso dai Laboratoires Boiron ha evidenziato le esperienze europee in cui l’Omeopatia è stata inserita a livello istituzionale (ospedali universitari, ambulatori pubblici).

Nella sessione dedicata alla clinica è emersa la grande esperienza da parte del team svizzero della Clinica Spinedi (Holger Malchow, Paul Muttatukhunnel, Antonietta Iasiello) e del team indiano di Agra (Alok e Aditya Pareek). L’interesse suscitato dai numerosi casi clinici oncologici trattati ha confermato il ruolo fondamentale della medicina omeopatica, da sola o in combinazione coi trattamenti convenzionali.

La sessione a nostro avviso di maggiore interesse e partecipazione è stata sicuramente quella relativa al contributo scientifico, umanistico e spirituale che l’Omeopatia e l’Agopuntura possono offrire al paziente terminale. Ovvero: come assicurare a queste persone un distacco dalla dimensione terrena senza inutile sofferenza, dolore e senza accanimento terapeutico, ma con la dignità che è loro dovuta. A grande richiesta, questa sessione verrà probabilmente ripetuta con ulteriori approfondimenti in un’intera giornata, dopo l’estate.

Dulcis in fundo, tutti gli abstracts congressuali verranno pubblicati nel "Journal of Complementary and Integrative Medicine", una rivista internazionale di settore con impact factor.

Il Congresso ha inoltre visto la partecipazione della LMHI nella persona del suo Presidente, il Dr. Bernardo Merizalde e dell’ECH, rappresentata dalle Dr.sse Tiziana Di Giampietro e Dora Pachova, il cui contributo è stato rilevante. Non a caso, l’ECH, alla luce di questo successo, ha deciso di partecipare attivamente al prossi  mo congresso SIO Europa, che si terrà a Parigi (14-15 maggio 2027). A tal proposito, ECH intende creare un sito web e una task force sul ruolo, l’esperienza e le evidenze scientifiche della Medicina omeopatica in oncologia integrata.

In conclusione, possiamo affermare che, nonostante pregiudizi e preclusioni nei confronti dell’Omeopatia, si stanno finalmente cominciando ad aprire una serie di opportunità fino a qualche tempo fa impensabili. La grande mole di lavoro svolta in tutti questi anni dalla Fondazione ARTOI, unitamente agli sforzi della comunità omeopatica che sta silenziosamente allargando i propri confini, senza dimenticare l’apporto determinante da parte dei pazienti, stanno producendo frutti e risultati importanti, anche e soprattutto in termini di collaborazioni a livello personale, culturale e scientifico.

A maggior ragione, è auspicabile una maggiore partecipazione della comunità omeopatica al prossimo Congresso in terra di Francia!

 

Dr. Francesco V. Marino

 

 

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