Nutrirsi con alimenti sani, privi di residui, provenienti da piante e animali trattati con rimedi naturali, e preferibilmente con l’Omeopatia, porta a un organismo in equilibrio, in grado di tornare in salute più facilmente e che reagisce meglio ai trattamenti omeopatici.
Questo vale per gli umani, ma anche per gli animali.
Anche Samuel Hahnemann parla in diversi punti dell’Organon della corretta alimentazione, in particolare nel paragrafo 259 indica come, nel corso del trattamento omeopatico “si debba eliminare dal regime e dal genere di vita dei malati, tutto ciò che può esercitare su di loro una qualsiasi influenza medicamentosa, affinché l’effetto di dosi tanto esigue non venga annullato, superato, o semplicemente disturbato da un’influenza medicamentosa estranea”.
Gli alimenti di cui nutriamo noi e i nostri pet, in cura e non, dovrebbero essere sani, ma purtroppo quelli offerti dalla moderna agricoltura e industria alimentare sono spesso ricchi di inquinanti e residui farmacologici.
Una valida alternativa è rappresentata dagli alimenti prodotti secondo il metodo biologico, sia vegetali che animali, in quanto il sistema di produzione garantisce l’assenza di residui. Infatti il Reg CE 848/2018, che norma il settore delle produzioni biologiche nella UE, vieta i pesticidi e i fertilizzanti chimici e raccomanda l’uso dell’Omeopatia e della Fitoterapia nella cura degli animali allevati. Tutte le statistiche relative a questo settore indicano attualmente una continua crescita, soprattutto nel settore vegetale, dovuta sia all’aumento costante di consumo interno, che all’esportazione dei prodotti.
I Veterinari omeopati però raramente consigliano il consumo di prodotti biologici per i loro pazienti per un problema di costi (riferito dai pazienti e dai proprietari), ma anche per la scarsa conoscenza o fiducia in questo settore.
Anche i proprietari, spesso per problemi di costi e praticità, sono poco attenti alla qualità del cibo, anche in caso di dieta “casalinga”. Eppure, come dicevamo sopra, l'uso del biologico nell'alimentazione degli animali domestici potrebbe migliorarne lo stato di salute e predisporre il paziente a una risposta più rapida e completa alla terapia omeopatica, anche alla luce di un'ampia diffusione di sindromi e patologie correlate al cibo.
Ciò ha determinato fino ad oggi una scarsa richiesta di alimenti biologici per pet, sebbene a livello globale questo settore si dimostri in netta crescita [Martini 2025].
Nel mondo, il mercato degli alimenti biologici per animali domestici è stato valutato a 4.991,54 milioni di dollari nel 2021, ma si prevede che raggiungerà i 9.090,20 milioni di dollari entro il 2028, e che il CAGR (tasso annuo di crescita composto) crescerà dell'8,9% dal 2021 al 2028. Nel 2020 il Nordamerica deteneva la quota maggiore del mercato globale degli alimenti biologici per animali domestici, ma si stima che l'Asia-Pacifico registrerà ben presto il CAGR più elevato. Il segmento degli alimenti secchi per pet ha rappresentato la quota di mercato maggiore nel 2020, e si prevede che crescerà ancora. Il segmento dei cani ha rappresentato la quota di mercato maggiore nel 2020, ma ci si aspetta che quello dei gatti registrerà in futuro il CAGR più elevato.
Fortunatamente, dal 2025 le cose stanno cambiando anche in Italia.
È da poco nato un nuovo marchio specializzato nel pet care, frutto di una joint venture fra una catena di supermercati biologici e una ditta specializzata negli alimenti e accessori per pet. Il progetto prevede lo sviluppo di una rete di pet shop dedicati in particolare all’alimentazione e agli accessori, con un focus iniziale sul Nord Est nazionale. Anche specifici organismi di Controllo per il Biologico stanno investendo nel settore, e questo è una grande novità.
Secondo il Rapporto Assalco-Zoomark 2024, tra le categorie in maggiore espansione del pet food in Italia, figurano proprio gli alimenti “premium”, naturali e biologici.
I dati Nomisma 2024 ci dicono che il 93% degli italiani tra i 18 e i 65 anni ha acquistato almeno un prodotto alimentare bio nell’ultimo anno. Questa tendenza si sta oggi riflettendo anche nel carrello della spesa per gli animali. Il logo “biologico” è percepito come una garanzia di qualità, sicurezza, salubrità e rispetto per l’ambiente, sia per il cibo umano che per quello animale.
Si prevede che anche in Italia il segmento del cibo biologico per animali raggiungerà i 200 milioni di euro, segnando un incremento del 15%. Le aziende che puntano sulle certificazioni biologiche e su pratiche sostenibili potranno quindi trarre vantaggio da questo segmento in crescita, intercettando l'interesse dei proprietari attenti alla salute.
Inoltre RevenueBase individua 83 aziende grandi e piccole impegnate in questo promettente settore con sede in Italia.
In generale, sia per umani che per i nostri pet, sarebbe quindi opportuno e doveroso pubblicizzare e raccomandare maggiormente il consumo di alimenti sani, prodotti nel rispetto della Natura e senza pericolosi residui, ottenuti anche grazie all’uso dell’Omeopatia nella cura degli animali destinati al consumo alimentare e persino delle piante (Agro-Omeopatia).
Un impegno che dovrebbero prendersi sempre più anche i nostri Veterinari omeopati, consigliando più frequentemente alimenti biologici per i loro pazienti: sarebbe coerente con gli stili di cura omeopatica che già stanno applicando per una salute profonda.
Dr. Andrea Martini