Nel gergo omeopatichese a volte si utilizzano termini che sono propri di questa disciplina, ma che non sono inseriti nel vocabolario della lingua corrente. Molti di questi termini sono intraducibili, vengono spiegati nel loro significato e applicazione, e adottati tali e quali nelle trattazioni.
Uno di questi termini è dinamizzazione, che ricava le sue radici dal greco Dynamis, che significa potere/potenza/forza.
A questo è strettamente legato il termine succussione che indica uno specifico e preciso scuotimento meccanico, il quale si dimostra capace di attribuire potere/potenza/forza, e quindi una certa e nuova energia, alla sostanza originaria cui viene applicato con metodo.
Nei documenti ufficiali internazionali, quali ad esempio le Farmacopee, questi termini si ritrovano inglesizzati come indicheremo di seguito.
Lo stesso medicinale omeopatico, altrimenti noto come rimedio omeopatico, viene spesso indicato con altri termini, quali diluizione o potenza o anche dinamizzazione.
“A quale diluizione lo vuole?” ci chiede il farmacista a cui domandiamo un medicinale omeopatico.
“In quale potenza/dinamizzazione lo stai assumendo?”…
“Questa è una dinamizzazione molto alta!”…
In verità, si pretende una certa differenza tra una semplice diluizione (la sostanza viene solo diluita in sequenze precise e cadenzate) e una potenza (cioè il rimedio che oltre ad essere stato diluito, ha subìto anche la necessaria succussione per qualificarsi propriamente come dinamizzazione).
Cerchiamo dunque di dirimere alcuni significati e definizioni:
- Diluizione, abbiamo detto, è un processo che vede sciolto un soluto in un solvente o veicolo in un rapporto preciso e, come tale, attenua e toglie in un certo senso il potere di quella sostanza di esercitare un effetto biochimico che magari è dose-dipendente (cioè: al di sotto di quella dose, quella sostanza non è più in grado di esercitare un’azione visibile); questa forma di diluizione può essere fatta anche tra solidi, cioè tra polveri che vengono mescolate: una piccola quantità attiva, in una quantità di gran lunga maggiore che fa da veicolo;
- Succussione è un altro processo della metodologia omeopatica, che consiste nello scuotere verticalmente ed energicamente il flacone che contiene la sostanza liquida diluita, per un certo numero di volte, sbattendolo su un corpo elastico che crea una sorta di rimbalzo (così la descrive Hahnemann nelle sue disposizioni) evitando anche di rompere il contenitore; si può vedere usato anche il termine dinamizzazione per indicare questo tipo di scuotimento codificato, cioè il flacone col suo contenuto viene dinamizzato;
- Dinamizzazione indica quindi sia il processo di succussione (e a volte i due termini sono usati come sinonimi) sia il prodotto finale risultante dal doppio processo combinato di diluizione e scuotimento/succussione; e mentre la diluizione attenua la capacità biochimica della sostanza (e pure la sua tossicità!) la dinamizzazione potentizza (non usiamo il termine potenzia, che ha una sfumatura diversa…) quella stessa sostanza precedentemente diluita; per quanto riguarda le polveri, viene considerata dinamizzazione anche la triturazione in mortaio, dove la miscela tra soluto e solvente viene anche finemente triturata, minuziosamente e per un tempo preciso e codificato che, come si scoprì poi con gli strumenti moderni, protratta per 3 ore (come accade nelle potenze cinquantamillesimali) porta le polveri alla dimensione di micron;
- Potenza è quindi il termine che viene usato per indicare una sostanza che è stata diluita e dinamizzata (o succussata/triturata) fino a un certo punto desiderato, acquisendo uno stato energetico differente rispetto all’inizio (o dopo la sola diluizione) e rispetto al suo stato di apparente inerzia originaria; solo a quel punto dimostra un’effettiva potenza/forza nel trattamento clinico, con dignità di medicinale.
Alcune di queste procedure sono brevemente descritte sul nostro sito alla pagina del Dipartimento FIAMO di Farmaceutica omeopatica.
Nella Farmacopea omeopatica europea, per i capitoli delle Preparazioni omeopatiche viene riportato il termine inglese Potentisation, a indicare i metodi per la produzione di potenze in scala decimale (DH) o centesimale (CH) o cinquantamillesimale (LM/Q) secondo le disposizioni del caso (“METHODS OF PREPARATION OF HOMOEOPATHIC STOCKS AND POTENTISATION”). In pratica vengono via via sequenzialmente potentizzate (cioè diluite e dinamizzate) le materie prime di partenza fino a ottenere il prodotto finale che troveremo sul mercato.
Anche nel caso della potenza, persino nell’inglese formale delle Farmacopee internazionali troveremo scritto Potency (e non Power!) secondo il gergo corretto e peculiare dell’Omeopatia.
Sentiremo anche il Medico omeopata raccomandarci di dinamizzare (o succussare) il flacone del nostro medicinale liquido, prima di ogni assunzione a scopi curativi. Il rimedio viene così ulteriormente potentizzato, oltre che differenziato di volta in volta. Prima di lui, Hahnemann stesso aveva particolarmente raccomandato di scuotere il rimedio come sopra descritto (§§ 247-248 del suo Organon), anche prima di ciascuna somministrazione durante la cura.
Questo è perché egli aveva genialmente intuito che questo scuotimento poteva cambiare lo stato effettivo della sostanza contenuta, attribuendole proprietà e capacità che non avrebbe senza quello scuotimento. Tutto questo è stato poi dimostrato sperimentalmente e scientificamente nei secoli successivi.
Il nostro Hahnemann si afferma ancora una volta all’avanguardia nelle scoperte in seguito confermate e adottate dal mondo scientifico moderno, e quale geniale anticipatore del criterio rigoroso per la metodologia farmaceutica e produttiva in generale.
Dr.ssa Renata Calieri