INTRODUZIONE ALL’ OMEOPATIA

La seguente breve introduzione all’ Omeopatia è un adattamento dal documento “L’Omeopatia in Europa”. Queste informazioni sono incluse a beneficio dei lettori che hanno poca familiarità con l’ argomento. Fornisce una prospettiva che renderà più facilmente comprensibile il resto del documento stesso.

Breve storia

L’ Omeopatia è una metodologia medica nata dal lavoro svolto agli inizi del XIX secolo dal medico tedesco Samuel Hahnemann (1755-1843). Grazie alla sua conoscenza della storia e della letteratura scientifica del tempo, alle sue osservazioni sulla storia naturale della malattia ed ai suoi stessi esperimenti, egli si rese conto che i processi patologici potevano interagire in maniera molto particolare.

In una certa fase della sua vita Hahnemann tradusse la Materia Medica di uno studioso inglese, William Cullen, con cui dissentiva circa il meccanismo d’ azione della corteccia di Cinchona (che dette vita al rimedio omeopatico “China”). Questo medicinale veniva impiegato contro la malaria, che allora era ancora endemica in Europa. Lo stesso Hahnemann ne era stato affetto e conosceva molto bene la sintomatologia. Nel leggere il lavoro di Cullen, Hahnemann fu molto colpito e decise di condurre un esperimento stupefacente: decise di assumere personalmente il medicinale, secondo una modalità in uso quel tempo.

Hahnemann condusse quindi con meticolosa procedura su se stesso e su altre persone numerosi esperimenti, che dettero costantemente risultati analoghi: tutti avvertivano i sintomi di uno stato febbrile simile a quello che la Cinchona era in grado di trattare. Per deduzione logica Hahnemann fu guidato verso il seguente principio:

“La Cinchona che provoca la febbre causa nei soggetti sani uno stato simil-febbrile”.

Confortato dalla costanza dei risultati e da prove inconfutabili, egli gettò le basi, sia a livello logico che intuitivo, del principio della Legge di Similitudine: “il simile cura il simile”.

Negli anni successivi raccolse fatti, esperimenti e lesse testi dell’antichità e del Medioevo che corroborarono le sue ipotesi. Mise a punto gradualmente il principio di un nuovo metodo terapeutico che chiamò Omeopatia (dal greco “omoios”, simile, e “pathos”, sofferenza), basato sulla Legge di Similitudine “Per poter trattare radicalmente alcune affezioni croniche dobbiamo cercare quei rimedi che normalmente provocano la stessa malattia”. Il nuovo metodo prese forma e nacque così l’Omeopatia.

Sperimentò quindi su se stesso e sui suoi amici numerosi sostanze ed annotò accuratamente i sintomi prodotti. Furono sperimentate 103 sostanze che formarono il “quadro farmacologico” che pubblicò nella sua prima Materia Medica. Quindi spiegò il principio della sua dottrina in un libro chiamato “Organon dell’Arte medica”. Questo testo fu riveduto, corretto e pubblicato in 6 edizioni.

Secondo Hahnemann non esistono malattie ma pazienti programmati in base alla storia familiare. In altri termini, vi sono persone recettive o resistenti a determinate morbilità ma questa morbilità si svilupperà in grado più o meno forte e rapido secondo lo stile di vita, le abitudini e l’ igiene del paziente.

Scrisse poi un secondo libro, “La malattie croniche” perché si accorse che i casi che trattava venivano considerati solo su un quadro molto definito, puntuale e che il quadro clinico poteva mutare da una visita all’altra mentre la costituzione profonda restava sempre la stessa.

Le idee di Hahemann sull’Omeopatia si perfezionarono sempre più. Pertanto cambiò opinione sul quadro nosologico per abbracciare il concetto di stato individuale e specifico dello stato di malattia.

Grazie agli studi sistematici della tossicologia allora nota, agli effetti indotti sperimentalmente (“proving”) dalle sostanze, all’esperienza clinica dei risultati terapeutici ottenuti nei pazienti con sintomatologia simile (quadro di malattia), poté confermare l’efficacia dei rimedi usati secondo questo principio “Omeopatico”. Scoprì che con i rimedi “potentizzati” non solo si riducevano o abolivano i loro effetti tossici o sperimentali (proving) solitamente prodotti con gli alti dosaggi, ma addirittura, paradossalmente, se ne potenziava l’effetto terapeutico.

Uno dei successori di Hahnemann, Constantine Hering, formulò i 3 criteri (che da lui presero il nome) per determinare l’evoluzione del processo di guarigione nelle malattie croniche, dopo l’assunzione di un rimedio omeopatico.

La direzione dei sintomi deve andare:

- dall’alto in basso,

- dall’interno all’ esterno (eczema che segue asma è indicativo di guarigione e se il paziente in origine soffriva di entrambi, l’asma migliorerà prima dell’eczema),

- nell’ordine inverso di comparsa;

- possono ricomparire vecchi sintomi in ordine cronologico, dai più recenti ai più antichi.

Tenendo conto di questa evoluzione storica, si può dare una definizione dell’Omeopatia.

Definizione

L'Omeopatia è un metodo di pratica medica che mira a migliorare il livello di salute di un organismo attraverso la somministrazione di medicinali sperimentati (1), potentizzati (2) e selezionati individualmente secondo la Legge di Similitudine (3).

Poiché l’ Omeopatia è strettamente individualizzata e tiene in considerazione i fattori fisici, emozionali, mentali, costituzionali, biografici ed ambientali, è una medicina della persona nella sua totalità.

Il termine Omeopatia proviene dal greco (omoios=simile, pathos= sofferenza).

1) Sperimentati: una sostanza “sperimentata” è stata farmacologicamente testata su soggetti umani sani per far emergere sintomi reattivi e reversibili. Tutti i sintomi di un particolare rimedio raccolti tramite provings su un gran numero di soggetti umani, costituiscono un “quadro del rimedio”.

2) Potentizzati: prodotti in un modo specifico, cioè con una successione seriale (standardizzate secondo la Farmacopea) di diluizioni e succussioni.

3) Legge di Similitudine: una sostanza capace di provocare sintomi in un organismo sano, funge da agente curativo in un organismo malato in cui siano manifesti gli stessi sintomi: Similia similibus curentur. Come viene detto nell’Organon, per curare in modo dolce, veloce, sicuro e duraturo, è necessario scegliere in ogni caso un farmaco che provochi un’affezione simile a quella contro la quale viene impiegato.

Questi tre principi omeopatici (il rimedio sperimentato, potentizzato e scelto secondo la legge di Similitudine) vanno applicati tutti insieme secondo le istruzioni di Hahnemann, come descritto nell’ Organon (6° edizione).

I sintomi di un organismo malato (il “quadro della malattia”) vengono classificati e correlati al punto da identificare quei patterns che corrispondono al “quadro del rimedio”, cioè ai sintomi provocati da un dato rimedio in un organismo sano. Quanto più peculiari sono i sintomi individuali, tanto più saranno indicativi di un dato rimedio.

I sintomi comuni sono i meno importanti in questo processo di accoppiamento tra “quadro della malattia” e “quadro del rimedio”.

Se la similitudine è abbastanza grande, l’organismo sufficientemente reattivo e la potenza appropriata, la malattia o il disturbo originario non ritornerà, una volta interrotta la somministrazione del rimedio. In caso di similitudine incompleta si noteranno solo effetti parziali o temporanei o nessun effetto.

I criteri di Hering sono usati per valutare gli effetti terapeutici a lungo termine.

Riepilogando, ecco i principi fondamentali dell’Omeopatia che devono essere applicati tutti insieme:

  • Similia similibus curentur (legge di Similitudine)

  • Sperimentazione sul soggetto sano

  • Rimedi potentizzati (diluiti e dinamizzati)

  • Forza vitale o dinamismo energetico

  • Natura morborum medicatrix

  • Dose minima

  • Individualizzazione del paziente

  • Individualizzazione del rimedio, rimedio unitario (monocomponente)

  • Concetto di malattia cronica e criteri di Hering per valutare gli effetti a lungo termine nel trattamento delle malattie croniche.

La prescrizione di rimedi omeopatici o di prodotti di origine botanica non è la stessa cosa che l’Omeopatia a meno che non vengano prescritti secondo la legge di Similitudine, come si è detto poco sopra. L’ Omeopatia va distinta, ad esempio, dalla Medicina Antroposofica, dall’Omotossicologia, dal Complessismo, da altre metodiche varie di prescrizione di rimedi omeopatici (Immunoterapia omeopatica, Organoterapia, Isoterapia, etc) e dalla Fitoterapia. In Medicina Antroposofica, Omotossicologia, Complessismo, etc si usano pure rimedi omeopatici ma in maniera completamente o parzialmente differente rispetto alla definizione di Omeopatia sopra enunciata. In Fitoterapia non si tiene per niente in considerazione la legge di Similitudine; gli estratti vegetali sono impiegati in forma grezza e non vengono potentizzati.

Concetto di salute e malattia

In Omeopatia l’ alterazione di tipo patologico a livello materiale è solo una piccola parte delle informazioni necessarie per applicare la legge di Similitudine. Sono indispensabili molti altri segni e sintomi. L’ulcera peptica appartiene all’aspetto materiale della malattia, la si può vedere anche in un cadavere, che è fatto di materia solamente. Tutti gli altri sintomi si possono osservare solo in un essere vivente e non si possono spiegare semplicemente con l’esistenza della sola ulcera peptica. La maggior parte dei sintomi erano presenti ben prima della comparsa dell’ulcera. Pertanto la prescrizione omeopatica si baserà sia sui sintomi appartenenti agli aspetti dinamici che su quelli di tipo materiale della malattia.

In generale, il primo sintomo di malattia è una sensazione di malessere. Più tardi, la malattia comincerà a rivelarsi attraverso una successione di sintomi. Col progredire della disarmonia, cominciano ad apparire indicazioni più precise, dapprima in forma di sintomi soggettivi, cioè sensazioni e disturbi anomali, quindi come sintomi oggettivi (segni), cioè disordini funzionali di organi e sistemi e infine come alterazioni strutturali in organi e tessuti, rinvenibili attraverso test ed altre procedure diagnostiche. L’insieme dei sintomi soggettivi ed oggettivi forniscono l’evidenza “esterna” della malattia. Sono proprio questi sintomi in Omeopatia ad indirizzare verso il rimedio curativo.

In Omeopatia si sostiene il concetto per cui le alterazioni funzionali di solito precedono quelle strutturali a livello di organi e tessuti. Pertanto, i cambiamenti patologici non rappresentano la causa bensì l’effetto della malattia.

Alla base della concezione omeopatica c’è l’idea che la salute non è una condizione statica ma una fase di un processo, ovvero un processo dinamico che tende verso l’omeostasi. Questo concetto presuppone un meccanismo intrinseco di autoregolazione, che protegge l’equilibrio da eventuali alterazioni. La malattia riflette il tentativo di ripristinare lo stato scompensato, come risultante di fattori fisici, chimici, genetici ed emozionali. La malattia è condizionata dalla suscettibilità e si manifesta attraverso sintomi a livello mentale/intellettuale, emozionale e fisico.Il meccanismo di autoregolazione è ritenuto responsabile della protezione contro la perdita di equilibrio come pure del suo recupero. Tutto ciò che un medico può fare nei confronti della cura (contrariamente alla palliazione, soppressione, etc.) è affiancare il processo di guarigione, stimolare il meccanismo di autoregolazione.

Sembra che i medicinali omeopatici inducano un processo di recupero delle funzioni vitali stimolando il meccanismo di autoregolazione. Nei casi in cui si è verificato soltanto un danno funzionale si assiste per lo più alla guarigione completa. Quanto più strutturale è il danno causato dal disordine, tanto più parziale sarà il recupero. Se il processo patologico è arrivato al culmine ed il danno tissutale è diventato irreversibile, l’ Omeopatia avrà solo un effetto palliativo.

Un trattamento omeopatico nelle malattie acute può essere efficace in tempi rapidi ma nelle malattie croniche il recupero può richiedere un tempo considerevole, perché dipende dal necessario riportarsi in equilibrio della costituzione profonda del paziente.

L’ Omeopatia nella pratica medica reale

L'Omeopatia è una disciplina medica. Una terapia omeopatica di alta qualità, così come una formazione professionale e un tirocinio pratico di alta qualità in Omeopatia, garantisce una qualificazione medica totale. Pertanto l'Omeopatia viene esercitata all'interno di un contesto medico di sicurezza e di un più ampio piano di assistenza, che comprende d’obbligo la conoscenza medica convenzionale della diagnosi, prognosi e trattamento. L' Omeopatia spesso costituisce un'alternativa alla terapia convenzionale, a volte si tratta di un complemento ad altri approcci, a volte non è indicata, come qualsiasi altro specifico metodo medico.
L'Omeopatia richiede una considerevole formazione perché l'obiettivo terapeutico, così come l'approccio pratico alla malattia, è molto diverso rispetto alla medicina convenzionale. La presa del caso omeopatico e la successiva analisi può necessitare di molto tempo e richiede, per raggiungere risultati positivi, un alto livello di capacità e fine percezione da parte del medico. Nella pratica omeopatica individualizzata, i medici cercano di identificare il rimedio unico che corrisponde alla costituzione del paziente, un quadro complesso che incorpora la malattia attuale, l'anamnesi, la personalità e il comportamento.
Anche se l'Omeopatia offre un approccio diverso al concetto di malattia e nel rapporto con il paziente, i medici omeopati lavorano più o meno allo stesso modo dei loro colleghi convenzionali. La storia, l'esame, e le indagini fanno parte della gestione del paziente. La prescrizione omeopatica si basa su una valutazione globale, nonché sulle indicazioni patologiche. Tutti gli aspetti del caso e del paziente sono importanti. La scelta del rimedio omeopatico è basato su criteri oggettivi ( segni ) e sui sintomi soggettivi, reazioni emotive e fisiche alla malattia, la tolleranza e le reazioni agli agenti atmosferici e all'ambiente, la personalità dei pazienti prima dell’ insorgenza della malattia, marcatori genetici come la struttura fisica, la pelle e tutti gli eventi e le malattie particolari nella storia familiare.

Indicazioni per il trattamento omeopatico

Poiché l’Omeopatia stimola il meccanismo di auto-regolazione, è facile capire che, in linea di principio, la maggior parte delle malattie possono beneficiare di un trattamento omeopatico. Le possibilità terapeutiche, ovviamente, dipenderanno dalla misura in cui l'organismo è in grado di recuperare. Limitazioni, per esempio, sono specifiche indicazioni chirurgiche, e notevoli alterazioni anatomiche, come un tumore che si è evoluto. Tuttavia, nello stadio di incurabilità il trattamento omeopatico può alleviare il paziente.
Medici omeopati trattano pazienti con patologie che vanno dall’asma, all'artrite, all'emicrania, le malattie della pelle, la depressione ecc. che possono essere trattate con successo con rimedi omeopatici. L'Omeopatia offre opzioni terapeutiche laddove i trattamenti convenzionali hanno fallito o stagnano, quando non esistono terapie per il problema, oppure dove sono controindicati o non tollerati i farmaci convenzionali.
Non ci sono controindicazioni per l'Omeopatia, ma, in certi casi particolari, altri metodi possono essere più utili. Come in ogni intervento terapeutico, i medici devono conoscere leindicazioni e limiti della medicina omeopatica, e, in parte, i limiti dipendono dalla loro formazione ed esperienza.
Il trattamento omeopatico è compatibile con altri farmaci, (ma un medico omeopata mira a ridurre i farmaci, quando è possibile). Inoltre, l'Omeopatia può essere spesso utilizzata come prima opzione in determinatiproblemi, lasciando il trattamento più costoso e potenzialmente tossico come seconda opzione.
Come metodo medico, l'Omeopatia può essere utilizzata in medicina generale e specialistica. Seguendo i principi della medicina omeopatica, entrambi i medici, generici e specialisti, devono ricercare i sintomi e i segni più rilevanti di tutta la persona per selezionare il trattamento corretto.

a. L'Omeopatia in medicina generale
La maggior parte dei medici omeopati praticano come generici. A seconda della loro formazione ed esperienza, utilizzano l'Omeopatia, come e quando è opportuno.

b. Omeopatia e specializzazioni mediche
Specialisti possono effettuare la diagnosi nella loro specialità. Ma, come per tutti i medici omeopati, devono guardare alla totalità dei sintomi e ai segni costituzionali del paziente per scegliere il trattamento appropriato.

c. L'Omeopatia nelle malattie acute
Quando indicato, l'Omeopatia può agire nelle malattie acute in modo molto veloce in funzione della scelta del giusto rimedio e della capacità di regolazione dell’organismo del paziente. La presa del caso nelle malattie acute prende meno tempo rispetto ai casi cronici, poiché si valutano principalmente i sintomi dell’acuto, come descritto in precedenza.

d. L'Omeopatia nelle malattie epidemiche
I sintomi della malattia epidemica sono più importanti dei sintomi costituzionali. Vi è una grande esperienza nel trattamento di pazienti in epidemie fin dal 19 ° secolo.

e. L'Omeopatia nelle malattie croniche
L'Omeopatia può oggettivamente guarire o migliorare malattie croniche, o almeno soggettivamente migliorare la qualità della vita. Essa può anche essere un aiuto come trattamento palliativo e per il trattamento degli effetti collaterali delle terapie convenzionali.

f. Omeopatia e malattie psicosomatiche
Spesso si può trovare una origine psicologica nelle malattie psicosomatiche. In questo caso, è possibile trovare un rimedio omeopatico che è in grado di cambiare le reazioni o portare dalla malattia alla salute.

g. Omeopatia in gravidanza, nascita e allattamento
In quanto metodo esente da effetti collaterali, l'Omeopatia può essere indicata per aiutare le donne durante la gravidanza, nel travaglio, così come durante l’allattamento.

h. L'Omeopatia per l’ infanzia
I bambini generalmente reagiscono in modo rapido e positivo ai rimedi omeopatici. L'Omeopatia aiuta il singolo ad aumentare la salute ed a prevenire le malattie croniche.

i. Omeopatia in geriatria
Le reazioni fisiche degli anziani sono spesso più lente rispetto a quelle dei giovani, ma, anche in età avanzata, l'Omeopatia può curare e migliorare la qualità della vita.

j. L'omeopatia in traumatologia e chirurgia
Il processo di guarigione dopo lesioni, traumi e interventi di chirurgia può essere favorito con l'Omeopatia. In alcuni casi in cui l’intervento chirurgico non è di urgenza, le operazioni potrebbero anche essere evitate.

k. Omeopatia e medicina veterinaria
Gli effetti sugli animali dimostrano che l’Omeopatia agisce anche quando è stato adottato un approccio fenomenologico alla diagnosi.

l. Omeopatia in Odontoiatria
Anche l’odontoiatra deve osservare la totalità dei sintomi del paziente quando effettua un trattamento per condizioni locali della bocca.

m. Omeopatia e Farmacia

Molti paesi dispongono già di una farmacopea omeopatica. Gli studenti in farmacia devono essere informati circa le basi della medicina omeopatica. In molti paesi esiste un corso certificato per i farmacisti in omeopatia.

Profilo di un medico omeopata qualificato
Tutti i medici sono autorizzati ad esercitare la medicina in virtù della loro laurea in Medicina. L'obiettivo terapeutico, nonché l'approccio pratico alla malattia, in Omeopatia si differenzia rispetto alla medicina convenzionale.
Il medico omeopata sarà un professionista laureato ed abilitato in Medicina con una formazione aggiuntiva in Omeopatia, che potrà integrare in maniera qualificata nella terapia del paziente, nel contesto della pratica medica generale, di quella specialistica o nella pratica omeopatica full-time. Questo professionista porterà tutti i valori etici e professionali, la competenza e la responsabilità che ci si aspetta da un medico, in modo da formulare una valutazione globale dei bisogni del paziente e da collaborare con altri operatori sanitari che hanno già erogato o che potrebbero erogare cure al paziente, se necessario.

Le qualità generali di un medico omeopata

  • Consapevolezza degli scopi e del valore dell’Omeopatia per i propri pazienti o per la comunità in cui lavora; capacità di comprendere ed integrare il contributo dell’ Omeopatia nella terapia del paziente.
  • Piena comprensione della salute e della dinamica della malattia, con una visione nuova della malattia cronica.
  • nteresse rinnovato ed ampliato verso la medicina clinica.
  • apacità cliniche e comunicative, particolarmente nella presa del caso, nella capacità di ascoltare con attenzione i dettagli della storia del paziente e di studiare minuziosamente la “progressione degli eventi” nello sviluppo della malattia
  • apacità di percepire il paziente come individuo e come persona, come pure tutti gli aspetti della condizione umana.
  • onsapevolezza del potere di autoregolazione ed autoguarigione e della possibilità di stimolare questi processi.
  • omprensione dell’importanza del settingterapeutico stesso.
  • onsapevolezza delle implicazioni scientifiche della materia, della sua base di evidenza e degli argomenti in suo sostegno
  • epertorio terapeutico più esteso.
  • igliore qualità assistenziale e soddisfazione per la propria “Mission

I medici che avranno completato il training di formazione potranno operare inqualsiasi situazione clinica ed applicheranno le proprie conoscenze e capacità in modo adeguato a tali situazioni. Il lavoro clinico abituale potrà continuare ad essere la loro principale attività, cui potranno affiancare l’impiego dell’Omeopatia. In alternativa, e abitualmente, potranno dedicare il loro orario di lavoro in parte o del tutto all’impiego dell’Omeopatia, come loro principale metodologia terapeutica, a livello sia di medicina di base, sia di medicina specialistica (es.: ginecologia, pediatria, etc.). Sulla base delle leggi prevalenti nei loro Paesi, avranno la capacità e l’autorità per gestire un ampia gamma di problemi clinici nel caso di pazienti che si rivolgeranno direttamente a loro o che verranno inviati da altri colleghi che lavorano in ambito convenzionale.

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