Durante la 6^ Conferenza Internazionale sulla ricerca in Omeopatia dell’HRI (Homeopathy Research Institute) svoltasi il 20-22 giugno 2025 in Grecia, è stata dedicata un’intera sessione all’Agro-omeopatia, disciplina che non solo si sta diffondendo sempre più fra gli agricoltori, ma sta suscitando interesse anche da parte dei ricercatori.
Di seguito si descrivono gli abstract delle tre relazioni in programma.
La prima relazione presentata dal Prof. Pedro Boff, ricercatore presso l’Agriculture Research and Extension Service Agency of Santa Catarina State e Professore presso l’Università dello Stato di Santa Catarina e dell’Università Planalto Catarinense, ha riguardato l’Agro-omeopatia come approccio integrato per l'agricoltura e l'ambiente. Secondo il Professore, l'Omeopatia può essere estesa all'agricoltura e all'ambiente, seguendo principi strettamente allineati all'Omeopatia classica, ma considerando l'agrosistema come tale.
Questo punto di vista si basa su 20 anni di esperienza nella ricerca accademica, nella formazione e nei servizi di divulgazione, tutti sviluppati all'interno del gruppo di lavoro del Professore nel Brasile meridionale. Nel corso degli anni, corsi, incontri e conferenze sono stati svolti utilizzando l'approccio hahnemanniano, raggiungendo oltre 15.000 persone. Queste iniziative erano aperte a tutti gli interessati, indipendentemente dal livello di istruzione formale. Tra i partecipanti c'erano ricercatori, studenti, insegnanti, agricoltori, assistenti tecnici e operatori sanitari (medici, infermieri, farmacisti, ecc.), nonché il pubblico in generale.
Gli argomenti dei corsi erano organizzati in filosofia, tecnica, materia medica e casi-studio pratici. In particolare, i casi-studio, che coinvolgevano 2-3 partecipanti guidati da un omeopata esperto, seguivano alcuni passaggi chiave: la conduzione di un'anamnesi, la definizione del problema centrale per la guarigione, la repertorizzazione, l'applicazione dell'Omeopatia e la valutazione dell'efficacia. Il Professore e il suo gruppo di ricerca hanno scoperto che l'Omeopatia può anche fungere da processo sociale, aiutando le comunità vulnerabili a liberarsi dalla dipendenza da vari input. Quest’ultimo scopo è alla base della scienza dell'agroecologia, che enfatizza i principi ecologici e sociali e propone soluzioni a basso costo. In questo ambito, l’Omeopatia offre la possibilità di reinventare l'agricoltura, recuperando la dignità dell'agricoltore, completamente persa a partire dalla rivoluzione verde; con l’Omeopatia invece l'agricoltore si sente parte attiva della conoscenza acquisita attraverso i casi-studio. L’Autore conclude che l'approccio omeopatico integrativo promuove l'armonia tra animali, piante, suolo, acqua ed esseri umani, favorendo un sistema agricolo dinamico e olistico.
La seconda relazione presentata dal Dott. Doesburg, della Società di Ricerca sul Cancro (Arlesheim, Svizzera) riguarda lo sviluppo di un semplice bio-test per favorire progetti di citizen science nella ricerca omeopatica di base.
L'Omeopatia è una forma di medicina complementare che, nonostante il controverso dibattito mediatico, è frequentemente utilizzata in diversi Paesi del mondo. Le critiche all'Omeopatia riguardano principalmente il processo di potentizzazione e la possibilità che alte diluizioni contengano un qualche principio attivo. Per superare tale impasse, la citizen science (o “scienza partecipativa", ossia l'implicazione attiva dei cittadini nella ricerca scientifica attraverso la raccolta, l'analisi e l'interpretazione di dati per generare nuova conoscenza) può offrire un mezzo promettente per incoraggiare il dialogo e la collaborazione. L’obiettivo dell’Autore e del suo gruppo di ricerca è stato quello di sviluppare un bio-test molto semplice che facilitasse la replicazione e gli studi multicentrici, senza la necessità di attrezzature sofisticate. Tale saggio prevedeva l’utilizzo di semi di crescione (Lepidium sativum L.) che venivano coltivati in vitro con una concentrazione di sale Ca(NO3)2 tale da indurre una moderata riduzione della lunghezza delle piantine rispetto al crescione coltivato in acqua. Sono stati condotti esperimenti di screening con sette preparati omeopatici (Aurum muriaticum natronatum, Nitricum acidum, Carbo vegetabilis, Natrium muriaticum, Nux vomica, Phosphorus e Silicea) ai livelli di potenza 10x, 20x, 30x (applicati come globuli disponibili in commercio) con 160 semi di crescione per condizione. Il parametro considerato era la lunghezza totale della piantina.
I risultati hanno evidenziato effetti modulatori della crescita inequivocabili e altamente significativi rispetto al controllo (globuli non impregnati) per più preparati a diversi livelli di potenza. L’Autore conclude che i risultati di questo biotest molto semplice forniscono una base per future iniziative di citizen science nella ricerca di base in Omeopatia. Ulteriori esperimenti sono necessari per identificare potenziali fattori di influenza, inclusi gli effetti stagionali.
Infine, la terza relazione presentata dal Dott. Faedo dell’Università di Coventry che aveva come titolo “L'uso dell'Omeopatia in agricoltura: una revisione sistematica della letteratura” ha riguardato un lavoro di revisione (ancora in corso) di tutti gli articoli scientifici inerenti all’applicazione dell’Agro-omeopatia in agricoltura. Ecco di seguito la traduzione.
I sistemi alimentari globali si trovano ad affrontare sfide agronomiche ed ecologiche, che determinano la necessità di metodi di produzione alimentare innovativi e sostenibili che riducano al minimo l'uso di pesticidi e fertilizzanti sintetici, salvaguardando al contempo le rese e l'ambiente. L'Omeopatia in agricoltura si è affermata come un promettente approccio agroecologico. Nell'ultimo decennio, la sua adozione tra gli agricoltori convenzionali e biologici è aumentata, supportata da crescenti iniziative di ricerca e opportunità di formazione. Nonostante la sua crescente popolarità, la ricerca sistematica in questo campo rimane limitata.
L’Autore e il suo gruppo hanno condotto una revisione sistematica della letteratura utilizzando fonti accademiche provenienti da otto database, effettuando una ricerca completa in cinque lingue. I risultati preliminari forniscono approfondimenti sulla ricerca esistente e contribuiranno allo sviluppo di una guida tecnica per gli agricoltori. Per quanto riguarda i materiali e metodi, il gruppo di esperti internazionali guidati dall’Autore ha condotto l'identificazione di termini di ricerca e database adeguati in diverse lingue (inglese, portoghese, spagnolo, tedesco e francese). La letteratura è stata ricercata e vagliata secondo le linee guida PRISMA e valutata utilizzando il Manuscript Information Score (MIS). La strategia di ricerca ha combinato termini sinonimi in cinque lingue per "Omeopatia", "Alte Diluizioni Dinamizzate (DHD)" e "Agricoltura".
Per quanto riguarda i risultati, sono stati identificati 3300 riferimenti bibliografici, di cui 178 attualmente in fase di valutazione in base ai criteri MIS. I risultati preliminari indicano che l'Omeopatia può migliorare la biostimolazione delle piante, la resilienza e le rese delle colture, supportando una produzione alimentare sostenibile. Questi risultati sottolineano il potenziale dell'Omeopatia nel contribuire in modo significativo allo sviluppo di sistemi agricoli rispettosi dell'ambiente e produttivi.
Ulteriori analisi perfezioneranno queste intuizioni e supporteranno applicazioni pratiche.
Dr.ssa Grazia Trebbi