Il 5x1000 alla FIAMO per promuovere la ricerca in Omeopatia

Una delle critiche che si sentono sempre fare alla Medicina omeopatica è che non ci sono abbastanza evidenze scientifiche. In realtà ci sono database che raccolgono un numero considerevole di ricerche, sia di base, che cliniche, in ambito umano, veterinario, agronomico. Un database importante è quello che si trova sul sito FIAMO, ma ce ne sono altri come quello dell’HRI.

Certamente la quantità degli studi prodotti, anche se in crescita negli ultimi anni, è sempre esigua rispetto alla letteratura prodotta in ambito medico in generale, ma questo è facilmente spiegabile.

Innanzi tutto le ricerche vengono svolte prevalentemente in ambito accademico o in istituti di ricerca, ospedali e cliniche, e sappiamo che l’Omeopatia non è rappresentata in queste istituzioni. Addirittura, chi cerca di pubblicare in riviste di qualità articoli che trattino l’Omeopatia si vede talora costretto a giri di parole per evitare un rifiuto a priori che la parola Omeopatia spesso suscita.

Inoltre il carattere personalizzato della classica terapia omeopatica poco si presta a studi randomizzati in doppio cieco, il gold standard della ricerca. Per gli omeopati, che sono in genere clinici puri, che lavorano nel proprio studio, è più facile produrre studi osservazionali e casi clinici.

Date queste premesse, FIAMO, che ha tra i suoi compiti quello di promuovere la ricerca, ha deciso da alcuni anni di promuovere la raccolta del 5 per mille e di devolvere il ricavato alla ricerca in Omeopatia.

L’assegnazione di un premio per la Ricerca scientifica rientra proprio nell’ambito delle attività istituzionali della Federazione Italiana delle Associazioni e dei Medici Omeopati - F.I.A.M.O. che persegue l’obiettivo di stimolare la ricerca scientifica e promuovere la diffusione e la crescita della Medicina Omeopatica in Italia e intende continuare a mettere a bando altri fondi per progetti, borse di studio e premi di ricerca utilizzando il contributo del 5xmille.

Il primo progetto finanziato nel 2018, in via sperimentale, fu quello presentato dal dr Lorenzo Rossi: “Valutazione dello Stress Ossidativo in un allevamento di bovine da latte”.

Successivamente si è istituzionalizzata la procedura legata alla raccolta del 5 per mille e nel primo anno hanno partecipato al bando ben sette progetti per i quali, non potendo finanziarli tutti, si è dovuta necessariamente operare una scelta.

La Commissione valutatrice ha deciso di considerare in prima istanza l’età dei proponenti, per valorizzare lo sforzo dei più giovani in un settore che li vede ancora poco partecipi.

Successivamente è stata considerata l’importanza che il progetto di ricerca può rivestire nel sostegno della scientificità della Medicina omeopatica, e la qualità metodologica nel disegno dello studio; è stata anche presa in considerazione la sua fattibilità in relazione al contributo erogato, per cui sono stati valorizzati progetti che non avessero altre fonti di finanziamento.

Inizialmente, il bando prevedeva un premio di € 6.000,00 ma, vista la presenza di progetti di ricerca con un potenziale di alto valore scientifico, il Consiglio Direttivo ha deliberato di aumentare l’importo complessivo disponibile, al fine di garantire o sostenere l’espletamento di più progetti, avendo considerato anche i preventivi di costo che ogni ricercatore ha comunicato alla Commissione Esaminatrice.

La valutazione complessiva ha portato alla decisione nel 2020 di erogare contributi a 4 lavori per un totale di 12.700 Euro, mentre negli anni successivi sono stati erogati 14.000 Euro, poi 12.500 Euro, e ancora 10.000 Euro; nel 2025 sono stati assegnati 14.000 Euro a finanziare 5 progetti.

Sul sito FIAMO sono riportati tutti i dettagli e si può vedere che sono stati privilegiati lavori sui meccanismi di base e sull’Agro-Omeopatia, che certamente presentano caratteristiche metodologiche più adatte alle specificità dell’Omeopatia.

Ci rendiamo conto che questa è solo una goccia nel mare, ma se più persone colgono l’importanza di questa iniziativa, svolta in assoluta trasparenza dalla FIAMO, l’ammontare di quanto disponibile per finanziare progetti di ricerca può crescere. È qualcosa che non costa nulla, si tratta solo di mettere una firma, ma può fare una grossa differenza.

 

Dr.ssa Antonella Ronchi

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